|
Diario
23 gennaio 2008
EFFETTO MOZART
Ci sono suoni piacevoli e suoni spiacevoli, irritanti. Così come c' è buona musica, dotata di armonia, e musica martellante. Quali sono le conseguenze degli uni e delle altre?
Come conseguenza della ricerca attiva di sonorità fisiologicamente piacevoli, pertanto, ci sono alcuni elementi musicali che incrementano le abilità cognitive ed altri che tendono ad inibirle. Infatti il suono viene significato sia dall' emisfero sinistro che da quello destro e rispettivamente i due emisferi cerebrali preferiscono naturalmente quelle sinergie che hanno sonorità ritmiche ed armoniche coerenti con il proprio sviluppo fisiologico. Alcuni ricercatori nel 1993 hanno messo in evidenza il così detto “effetto Mozart”, capace con l'ascolto delle Musiche del Compositore Austriaco di influenzare l'organismo modificando lo stato emotivo, fisico e mentale in modo da rafforzare i processi creativi dell'emisfero destro. Certamente saper ascoltare buona musica influisce sul modo in cui percepiamo lo spazio-tempo e ciò conduce ragionevolmente a favorire le capacità di apprendimento. Le alte sonorità martellanti delle moderne discoteche, al limite dell'udibilita e prive di sinergie tra ritmi ed armonie, tendono inesorabilmente a favorire lo sballo della mente dei giovani che purtroppo inconsciamente ne subiscono la innaturale pressione.
| inviato da GPCASA il 23/1/2008 alle 10:39 | |
26 ottobre 2007
Il mondo negli occhi di un bambino
L’immaginazione è più importante della conoscenza. Come rimanda agli occhi con cui i bambini guardano il mondo, questa frase di Einstein: senza l’immaginazione, la conoscenza è inutile. Quanto conta cambiare prospettiva per instaurare, da adulti, una relazione efficace con loro? Infinitamente. Questo è in pillole il messaggio di Elisabeth Payea-Butler, educatrice canadese, Master Trainer PNL che da anni usa la neurolinguistica nei suoi corsi per bambini e adolescenti. Elisabeth recentemente ha partecipato a un congresso di PNL. Piccina, minuta, con un sorriso che buca il mondo da parte a parte, si presenta raccontando con voce pacata quanta poca voglia avesse di venire in Italia a fare il suo intervento. Alla fine fu convinta e accettò. Silenzio. Un passo di lato. Con le mani cancella il suo racconto ancora sospeso nell’aria e ce lo ripropone così: “WOW! Mamy va in I-T-A-LI-A! E-IO-CON-LE-I! e mi ha detto che se in aereo non vorrò dormire potrò stare sveglio anche tutta la notte e potrò mangiare vera pizza italiana per un’intera settimana!”
La vita è uno stato mentale È solo questione di punti di vista. E per cambiare punto di vista basta un niente. Prova a chiedere a un tuo collega, con un sorriso: “E queste scarpe?” Penserà che sei una persona attenta e sensibile, che ti sei accorto del suo nuovo acquisto (neanche in saldo: costate una fortuna) e soprattutto che approvi e che apprezzi la sua scelta. Ora richiediglielo con ciglio aggrottato e tono cupo. Lo stesso collega, per la stessa frase, penserà che disapprovi la sua scelta, che lo stai criticando (così care ‘sto schifo?) e che lo stai giudicando. E ora, a tuo figlio chiedi nei due modi come mai il suo letto è ancora disfatto! Prospettive. E potere del paraverbale. Anche nella scrittura è così e così naturale per i bambini. È un fine settimana di neve. Dopo i giochi e i pupazzi in giardino, mia figlia (6 anni) ed io siamo al tavolo a scrivere: io il mio articolo, lei i suoi esercizi di scrittura in corsivo. “Per te, mamma”: un cuore gigante. Con scritto: PER MAMMA. TI AMO TANTO. Sono commossa e incuriosita: perché non l’ha scritto in corsivo, abilità di cui va così fiera? “Mamma” precisa “è per gridarti più forte che ti amo!” I bambini sono estremamente ricettivi e disponibili: non hanno pregiudizi, colgono le sfumature che occhi adulti non sanno più distinguere e ci raccontano di risorse creative che noi non ricordiamo più.
Improvvisi candori Anni fa mi capitò di raccontare a una 4ª elementare il lavoro che svolgevo con alcuni bambini sordi. Nacque così il “nostro viaggio nel mondo dei Sordi”, dieci incontri dedicati a questa speciale realtà. Cosa significa essere sordo dalla nascita? Come comunicano i sordi? Come si può vivere in modo completo, usando metodi alternativi? Si parlò del mondo dei Sordi e della loro lingua, la Lingua Italiana dei Segni (LIS): dall’alfabeto manuale ad alcune semplici frasi. I bambini erano tutti udenti, avevano dieci anni e una disponibilità che raramente mi è capitato di incontrare negli adulti. Tutti mostrarono una straordinaria facilità a imparare i segni e a coglierne le metafore visive, non sempre immediate. Per questo presto fu possibile “segnare” loro una fiaba. Il cambio di prospettiva colpì moltissimo la fantasia dei ragazzi, che in seguito dimostrarono di comprendere meglio concetti come metafora e arbitrarietà linguistica, uguaglianza sostanziale e differenza formale. E in breve tempo, le insegnanti notarono un complessivo miglioramento della competenza linguistica: i bambini avevano elaborato una nuova consapevolezza del concetto di desinenza, di flessione e dei suoi possibili usi.
Tesori perduti, tesori ritrovati La mente feconda dei bambini è uno scrigno sempre ricco di tesori per i ricercatori. A partire dai 2-3 anni i bambini hanno una sensibilità nei confronti della lingua – suffissi e flessioni – che le parole che costruiscono istintivamente non sembrano affatto distorte o anomale. Potrebbero benissimo essere entrate nel lessico di una lingua e il semplice fatto che non sia accaduto sembra del tutto fortuito. Questa è l’opinione di Kornei Chukovsky, poeta russo, che dedica il suo meraviglioso From two to five (Unione Sovietica, 1925 – traduzione University California Press, Berkley, CA) alla creatività dei bambini, che definisce veri geni linguistici. Un ragazzino raccontò che un cavallone [loshada] l’aveva zoccolato [kopytnula]. Il verbo “zoccolare” fu perfettamente compreso da un’altra bambina cui era stato raccontato l’episodio, e la parola le era sembrata del tutto normale. E forse il fatto è che parole come quella sono normali. Forse anche più normali di quelle convenzionali. Perché mai chiamiamo il cavallo “cavallino”, quando parliamo di cavalli con i bambini? Per un esserino alto forse neanche un metro un cavallo deve sembrare una cosa enorme! Ecco perché il cavallino del racconto si era trasformato in cavallone! E perché correre a cavallo comprensibilmente diventa cavallare (mia figlia Beatrice, 2 anni).
Fiabe, creatività e bambini. Coerenti, rigorosi e lirici a partire dal loro linguaggio, prima che si conformi alle regole. Allora, prima che la nostra prospettiva adulta si imponga, li condizioni e ne definisca confini più stretti, giochiamo con loro; stimoliamoli a raccontare, a inventare e a scrivere liberamente, per salvare preziosi tesori di creatività.
Francesca Gagliardi
| inviato da GPCASA il 26/10/2007 alle 14:18 | |
26 ottobre 2007
GPINFOBROKERS
un luogo pensato per:
- coltivare la cultura dell'INFORMAZIONE
- vivere l'Informazione in funzione di una finalità
- imparare a COMUNICARE in modo chiaro ed efficace
- condividere conoscenze ed esperienze
- COMUNICARE per aumentare la nostra destrezza, abilità, disciplina, ritmo e concentrazione
| inviato da GPCASA il 26/10/2007 alle 14:6 | |
12 aprile 2007
UN SITO CON ... STILE !!!
Nell’iperspazio testo, immagini, filmati e ogni altro elemento delle pagine devono concorrere verso uno stesso obiettivo di comunicazione. Per questo è importante che tutto il sito, prima di definire il dettaglio di ciascuna di queste parti, sia pensato e valutato all’interno di un progetto globale. Uno degli errori più comuni nella realizzazione della grafica delle proprie pagine è quello di affidarsi al solo gusto estetico. Questo è indispensabile per colpire gli utenti, ma deve anche essere adeguato al progetto sottostante che è stato concepito. Per questo, in base all’importanza che il sito riveste, come prima considerazione assoluta è valida l’idea di affidarsi a grafici di professione che possano aiutarci al meglio. Il grafico deve essere chiamato in causa fin dall’inizio, lavorando insieme per trovare il progetto più consono alle esigenze di comunicazione.
Gli obiettivi della graficaCalata nel contesto progettuale più ampio del sito, la grafica Web dovrebbe sempre e comunque assolvere alcune funzioni di base.
Un linguaggio unitarioLa più importante funzione della grafica, comunque, rimane quella della coerenza informativa, che riprende e abbraccia le tre funzioni-obiettivo descritte appena sopra. Questa coerenza può essere esaminata su vari livelli, o meglio per centri concentrici, grosso modo corrispondenti ai tre obiettivi precedenti. Il cerchio più ampio è proprio quello dell’immagine coordinata. La grafica deve essere sviluppata nel rispetto delle scelte compiute per la comunicazione su altri media. Il cerchio di mezzo è quello del rapporto con il contenuto del sito. Pagine professionali richiedono testo e grafica dello stesso tipo, pagine ironiche avranno maggiore libertà espressiva e meno vincoli, un sito di comunicazione vorrà immagini significative e rispondenti ai testi e via di seguito. Infine, nel cerchio più interno sta la grafica a sé: le scelte devono andare tutte nella stessa direzione e offrire una visione unitaria della comunicazione.
La coerenza intrinsecaChe cosa significa offrire una visione unitaria della comunicazione grafica? Operare a tutti i livelli d’impostazione con scelte che vadano nella stessa direzione. Uso dei colori, elementi dell’interfaccia (icone, pulsanti, soluzioni tipografiche come font e dimensione), immagini e fotografie devono abbinarsi secondo caratteristiche di linearità e cercare di rispondere alle aspettative del target cui ci si riferisce. Inoltre, in ogni pagina, lo stile sarà sempre il medesimo in modo da centrare due obiettivi importanti: dare continuità al sito (perché l’utente impari a riconoscerlo e lo senta sempre più familiare) e agevolare la navigazione (perché l’utente associ sempre a certe soluzioni grafiche determinate sezioni o funzioni).
Messaggi visivi coerentiTutti i messaggi di tipo visivo presenti nel sito devono parlare uno stesso linguaggio. Ciò non significa che bisogna perseguire un appiattimento del registro comunicativo. Al contrario, in un sito in cui tutte le immagini concorrano nella stessa direzione, la figura diversa assume maggiore rilevanza: la “stonatura” rispetto al registro prescelto indicherà un passaggio più importante, rilevante. Se le pagine sono troppo varie rispetto agli elementi di seguito indicati, l’utente non potrà che essere disorientato. Se offriamo invece un’impostazione unitaria, ogni allontanamento da questa impostazione avrà forza e spiccherà, richiamando l’attenzione. I criteri di analisi dell’uniformità dei messaggi visivi sono diversi. I più importanti possono essere considerati però i seguenti. |
| – |
Garantire la continuità dell’immagine. La grafica Web non deve essere a se stante ma riferirsi a un progetto di comunicazione integrata online-offline chiaramente identificabile. Questo è particolarmente vero per i siti Web aziendali o comunque professionali per i quali si può parlare di immagine coordinata. È evidente che per i siti personali c’è una libertà maggiore: in questo caso, all’idea di immagine coordinata si potrà sostituire più semplicemente il concetto di riconoscibilità ed eventualmente di appartenenza a un gruppo o community ecc.: in sostanza, il look personale è l’equivalente privato dell’identità aziendale. |
| – |
Essere parte integrante del contenuto. Per quanto possibile, le scelte grafiche non dovrebbero essere puramente descrittive, ma svolgere anche funzioni di contenuto e di navigazione. Gli elementi decorativi sono i meno importanti nella creazione di una pagina Web: in più, rispondendo a criteri estetici che possono anche non essere condivisi, rischiano piuttosto di allontanare l’utente invece che di attrarlo.
| |
| – |
Rendere più usabile il sito. La grafica non deve essere un elemento di disturbo, ma un elemento di semplificazione e facilitazione nell’uso del sito, nella comprensione dei servizi e delle aree tematiche, nella lettura visiva della singola pagina così come della successione di pagine diverse. |
| – |
Tipo. Senza scomodare la scala di iconicità di Moles e gli studi semiologi di alto livello, è chiaro anche di primo acchito che non tutte le immagini abbiano la stessa rilevanza comunicativa. Una prima distinzione, generica ma fondamentale, è quella tra le immagini di ripresa e le immagini generate. Le prime sono le fotografie e i filmati, le seconde i disegni, i grafici, gli schemi. Tra le due categorie, ci sono poi molti gradi intermedi: filmati, fotografie, fotoritocchi, fotomontaggi, clipart, disegni a mano, stilizzazioni, grafici e schemi generati a computer, grafici e schemi disegnati a mano. Le varietà possono essere notevoli. Teoricamente, la comunicazione più diretta è quella della rappresentazione 3D, del filmato, della fotografia. La comunicazione meno diretta è quella degli schemi e – annullando la grafica – quella del testo puro. |
| – |
Direzionalità. Lo sviluppo delle pagine può essere di tipo orizzontale o verticale. Nel Web, la stragrande maggioranza dei siti prevede uno sviluppo verticale. All’interno delle pagine – sviluppate in un modo o nell’altro – si può analizzare inoltre la direzionalità delle immagini. Tre fotografie poste l’una sopra all’altra concorrono a uno sviluppo verticale, affiancate a uno sviluppo orizzontale. Di solito, la disposizione delle immagini suggerisce lo stesso tipo di direzionalità dello sviluppo della pagina (verticali se verticale, orizzontali se orizzontale). La direzionalità della pagina, però, è data anche dagli altri elementi grafici. Un filetto decorativo disposto orizzontale a metà pagina per tutta la larghezza indurrà nell’utente un senso di sviluppo orizzontale. Se lo stesso filetto però non copre l’intera larghezza di pagina ma è posto centralmente suggerisce uno sviluppo verticale.
| |
| – |
Dimensione. Le immagini possono essere messe nella pagina con le dimensioni più varie, ma l’utente che se le troverà di fronte avrà un senso forte di smarrimento. Normalmente, la dimensione maggiore va data all’informazione di maggior importanza. Non è possibile, però, graduare tutte le informazioni visive, offrendo 10 grandezze diverse. Bisogna stabilire pochi livelli d’importanza, due o tre al massimo, e su questi dimensionare le immagini. Per un sito di e-commerce, per esempio, la novità del mese (anche in ogni sezione) avrà una foto grande, gli altri prodotti avranno foto molto piccole. Il navigatore deve essere messo nella condizione di capire visivamente, al primo colpo, i diversi livelli d’importanza. Se ciò è vero per l’importanza dell’informazione, poi, dovrebbe esserlo ancora di più per la funzione dell’informazione visiva. Oltre alla scelta di tipi diversi (fotografie, clipart, disegni) anche le dimensioni concorrono a illustrare la funzione che l’immagine assume nell’interfaccia. |
| inviato da il 12/4/2007 alle 17:57 | |
15 febbraio 2007
Practitioner in PNL
Obiettivi : - comprendere le chiavi del comportamento umano - scoprire la meccanica della suggestione - divenire abili in ogni tipo di negoziazione - raggiungere armonia ed equilibrio interiore
La struttura delle convinzioni/Metaprogrammi/Enneagramma avanzato La struttura dei Livelli Logici Elicitare i Valori Valori ed obiettivi Schemi di comportamento inconsci (Metaprogrammi)
Enneagramma avanzato: - Ali/Sottotipi - Livelli di integrazione - Collegamenti con i Metaprogrammi - Trasformare le compulsioni CNV 2/Linguaggi di persuasione avanzati/Modellamento
Comunicazione non Verbale 2 (segnali avanzati): - Le strette di mano - Segnali di inquietudine ed ansia - Segnali di apertura ed interesse - Segnali di chiusura perplessità e rifiuto
Sleight of Mouth: il modello di riformulazione linguistica (gestione delle obiezioni) Quantum Linguistic La tecnica del modellamento (come apprendere l'eccellenza dagli altri).
I nuclei profondi
Lavorare con le parti Visione Olografica: Approccio classico/Frammentazione Body Scan Le parti e i Nuclei Profondi del Sè Individuare le parti Esplorazione dell'obiettivo positivo Reimprinting
Metafore/controllo di abitudini/Spiritualità e PNL Il potere delle metafore e come progettarle Controllo di abitudini indesiderate: peso e fumo Energia e percezione Mission e reinterpretazione genitoriale
| inviato da il 15/2/2007 alle 10:28 | |
27 novembre 2006
ACQUA OSSIGENATA CONTRO ... L'INFLUENZA
Secondo il dott. Richard Simmons, i virus dell'influenza e del raffreddore entrano nel nostro organismo attraverso il canale uditivo. I virus, una volta entrati nell'orecchio interno (labirinto) per contatto, con le dita, oppure perché presenti nell'aria, iniziano il loro processo riproduttivo e si diffondono in tutto l'organismo facendoci ammalare. Nel 1938 alcuni ricercatori tedeschi ottennero risultati strordinari, mediamente l'80% di remissioni, nel trattamento dell'influenza e del raffreddore utilizzando il perossido d'idrogeno al 3%, nome scientifico della comune acqua ossigenata che utilizziamo per disinfettare le ferite. Queste scoperte sono state ignorate o forse nascoste per 60 anni. Per molto tempo le persone che conoscevano questa tecnica hanno combattuto con successo i virus a patto di iniziare la terapia con l'acqua ossigenata quando il processo riproduttivo del virus è appena all'inizio e quindi non ancora diffuso nell'organismo. È MOLTO IMPORTANTE iniziare il trattamento all'apparire dei primi sintomi. Una bottiglietta di perossido di idrogeno al 3% si può trovare a modico prezzo in qualsiasi farmacia o supermercato, bastano poche gocce all'interno di ciascun orecchio per ottenere notevoli risultati già dopo poche ore (12-14). L'acqua ossigenata inizia la sua azione eliminando i virus entro 2-3 minuti . È normale sentire una specie di ribollimento, gorgogliamento e in qualche caso bruciore pungente che di solito sparisce entro 5-10 minuti, a quel punto si può asciugare con un fazzolettino e ripetere l'operazione nell'altro orecchio. Per combattere efficacemente l'influenza e il raffreddore è necessario ripetere questa procedura ad intervalli di una o due ore fino a quando non si sente più il ribollimento. Nel caso di contatto dell' h2o2 con gli occhi, lavarsi abbondantemente con acqua.
Si può aumentare l'efficacia di questo metodo aggiungendo al perossido alcune gocce di estratto di echinacea . Le proprietà antivirali, antibatteriche e antiinfiammatorie di quest' erba sono note e questa combinazione ha avuto successo con chi in precedenza non aveva ottenuto benefici dall'uso del solo perossido di idrogeno. Nonostante questo metodo sia sicuro anche per i bambini, il forte ribollimento e il bruciore potrebbe spaventarli..
In Germamia, Canada, Russia e Cuba i medici sono riusciti a trattare con successo molte patologie gravi e croniche (inclusi cancro, HIV e malattie cardiache) con l'uso della terapia bio-ossidativa con l'ozono e il perossido di idrogeno che potrebbe presto divenire il nuovo paradigma di terapia medica naturale, efficace, sicura ed economica.
| inviato da il 27/11/2006 alle 18:7 | |
27 novembre 2006
LA SERENITA' E ' ....
La serenità è un arte, bisogna saperla coltivare nell'anima.
Sicuramente la felicità parte dai nostri pensieri, pertanto il suo punto di partenza è l'introspezione. La serenità parte dai nostri pensieri, e la felicità deriva dalla serenità: pertanto essere felici non è un lusso. Si può essere felici se si è sereni, non si puo' essere felici se non si è sereni. Quindi bisognerebbe imparare a coltivare la propria serenità. La vita è uno spazio esistenziale irto di ostacoli. Sia che si nasca principi o mendicanti, la vita offre sempre delle difficoltà che possono alterare il nostro equilibrio emotivo e la nostra gioia di vivere. Talvolta l'inclinazione alla tristezza diventa una conseguenza alle vicende avverse della vita. A tutti volevo suggerire di sforzarsi di sorridere, anche quando la vita frappone degli ostacoli al nostro percorso. Il sorriso possiede un forza intriseca terapeutica. Degli studi approfonditi hanno infatti dimostrato che le espressioni facciali con la loro mimica caratteristica influenzano largamente i nostri stati emotivi, seguendo un meccanismo di riflesso condizionato. Amici, vale a dire che quando vi accigliate e assumete un espressione triste e contrita, il vostro stato emotivo virerà quasi automaticamente ad esperire emozioni negative; quando il vostro viso sorride invece quasi automaticamente anche il vostro stato emotivo si orienta verso emozioni positive e piacevoli. Il sorriso innesca delle reazioni neuro-ormonali ed endocrine di cui beneficia tutto l'organismo. Il sorriso ha davvero una forza curativa. L'assunzione di una mimica facciale distesa e serena, anche nei momenti più difficili (per quanto difficile possa essere attuare quest'azione in quei momenti)può aiutarvi a superare più velocemente la turbolenza emotiva che state provando. Ricordatevi pure che il sorriso è contagioso, se sorridete il vostro stato emotivo contagerà positivamente anche chi vi sta vicino. Quindi amici, rilassate i vostri muscoli facciali, e se proprio non vi riesce di sorridere, rasserenate il vostro viso: lentamente sarete pervasi da una piacevole sensazione di benessere: simile, and the world will smile with you! (sorridi, e il mondo sorriderà con te!) Leggete barzellette, guardate film comici, cercate di scherzare, coltivate l'arte del sorriso, perchè ridere e sorridere fa bene al cuore, a voi stessi e anche agli altri. G.P.
| inviato da il 27/11/2006 alle 17:50 | |
22 novembre 2006
creiamo le stanze ... antistress !!!
Magazzini abbandonati, cose vecchie nelle discariche... perchè non utilizzare al meglio queste risorse? Litighi con qualcuno? Problemi sul lavoro? Semplice voglia di scaricarsi? Bene, esci, ti rechi nei pressi di un magazzino ( niente problemi di parcheggio quindi ) paghi l'ingresso e ti facciamo accomodare in una stanza PIENA di oggetti ... destinati alla discarica... puoi spaccare ogni cosa, ridurla in mille pezzettini, la soddisfazione sta nello scaricare i nervi facendo cose che di solito non sono concesse: tirare bicchieri ( già scheggiati per esempio ), spaccare sedie ( irrecuperabili ), frantumare piatti, strappare stoffe, lanciare vasi... Alla fine viene portata via la roba rotta e sostituita con altre cose da rompere ... insomma qualsiasi oggetto da buttare, assolutamente non recuperabile, può essere utilizzato in questo modo... oltre a far sfogare le persone interessate, servirebbe anche a ridurre la dimensione dei rifiuti rendendoli meno ingombranti e più facili da smaltire...
COSA NE PENSATE !!!
| inviato da il 22/11/2006 alle 17:25 | |
22 novembre 2006
impariamo ad apprezzare le cose ... vicine !!!
...per vedere certe cose siamo disposti a fare anche lunghi viaggi,mentre le trascuriamo quando le abbiamo sotto gli occhi;siamo senza curiosità di fronte alle cose più vicine mentre andiamo indietro a quelle più lontane, forse perché il desiderio di conoscere viene meno quanto è più facile soddisfarlo o, forse, perché abbiamo l’abitudine di rinviare ciò che possiamo vedere, pensando che ci capiterà di vederlo sempre. Qualunque sia il motivo, il fatto è che nella nostra città e nei suoi dintorni ci sono cose meravigliose e sorprendenti che non solo non abbiamo visto, ma delle quali non sospettiamo nemmeno l’esistenza. Se invece ci trovassimo in NORVEGIA, in SVEZIA, in FINLANDIA o in qualsiasi altro posto del mondo, reso noto dalla pubblicità, le avremo già date per viste, lette ed illustrate.
| inviato da il 22/11/2006 alle 16:45 | |
18 luglio 2006
i bambini .... imparano !
|
|
|
Se un bambino vive nella critica impara a condannare. Se un bambino vive nell'ostilita' impara ad aggredire. Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido. Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole. Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente. Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad aver fiducia. Se un bambino vive nella lealta' impara la giustizia. Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.
|
| inviato da il 18/7/2006 alle 17:34 | |
|